MOSTRA FOTOGRAFICA PAESAGGI, ANIMALI E POPOLI DEI GHIACCI – I PAESI ARTICI E L’ANTARTIDE

La mostra fotografica PAESAGGI, ANIMALI E POPOLI DEI GHIACCI – I PAESI ARTICI E L’ANTARTIDE sarà ospitata dal 1 al 31 luglio 2012, SALA NOF FILO’, dalle H. 16.00 alle H. 20.00.

Scarica la locandina

Acquista gli iceberg della mostra

Per tutti coloro che vogliono rivivere le emozioni provate alla mostra, e per chi non ha avuto la possibilità di farlo, è in vendita il cd “Sopra Sotto – Uno spettacolo indimenticabile di aurore boreali sopra i ghiacci dell’artico”. 60 scatti fotografici inediti, di cui 49 magnifiche e suggestive aurore. Prezzo di listino € 10,00.

La buona viabilità in quella zona della provincia bellunese renderà possibile e comodo l’accesso alla Sala espositiva da tutte le numerosissime località turistiche nel raggio di 40 km.

LA LOCATION DELLA MOSTRA
Cencenighe Agordino è una vivace cittadina sulle Dolomiti bellunesi (Patrimonio dell’Umanità), a 773 mt slm.
Dista 38 km da Belluno, 75 km da Bolzano, 20 km dal Marmolada, 32 km da Moena e dalla Val di Fassa ed è uno snodo importante di due direttrici del traffico turistico, una che porta da Belluno verso Alleghe e il Marmolada e l’altra che porta verso Falcade, il Passo San Pellegrino e la Val di Fassa.

Il Comune dispone di un bel moderno centro di vita sociale, sede anche dell’APT, molto frequentato per gli eventi che vi trovano spazio, trovandosi in felice posizione proprio di fronte alla piazza del mercato e alla piazza principale con i suoi negozi e alberghi. La Sala espositiva Nof Filò (cfr. foto alla pagina seguente) è di generose dimensioni, in stile montano con soffitti alti di legno e con una saletta attigua per le proiezioni.

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Ada Grilli partecipa al Congresso di Scienze Polari a Montreal dal 22 al 27 aprile 2012 www.ipy2012montreal.ca

Leggi il suo contributo sul tema delle Aurore Boreali e Australi

Parte 1
Parte 2

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Giovedì 15 marzo 2012 – ore 21.00

Le aurore boreali e australi ottava meraviglia del pianeta?

Ada Grilli che le insegue e studia da anni mostra e racconta le sue aurore

La locandina dell’evento

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>>> Leggi tutto l’articolo

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2012: ARTIDE O ANTARTIDE ? QUESTO NON E’ IL PROBLEMA!

Il 1° centenario del raggiungimento del Polo Sud, avvenuto il 14 dicembre 1911, è stato degnamente celebrato in varie città italiane del nord (mostra “Race” a Genova, mostra su Amundsen e Nansen a Torino) e del centro della penisola, mentre non ci sono giunte notizie di eventi nel sud Italia.

Quando si spegneranno anche gli ultimi echi sulle mitiche esplorazioni di Amundsen e di Scott, l’Antartide resterà al buio mediatico? La nostra speranza è che l’interesse per il futuro dell’Antartide resti vivo soprattutto nelle giovani generazioni e che si utilizzino con continuità e passione tutti gli strumenti di conoscenza e di approfondimento per favorirne uno sviluppo sensato.

Ci sono nuove pubblicazioni e sempre più mirati strumenti di lavoro con gli studenti, strumenti che possono essere facilmente acquisiti ed elaborati.

Leading Edizioni, da sempre attenta agli eventi storici degni di essere ricordati, ha appena prodotto un’opera eccezionale, unica e rara, quasi quanto lo fu l’edizione originale da cui ha tratto il reprint.
 Si tratta dell’ AURORA AUSTRALIS scritta, stampata e rilegata in ANTARTIDE, nel 1908, editor un personaggio eccezionale come comandante di spedizione, ma anche di grande levatura culturale: E. H. Shackleton.
 Ne sono già state fatte presentazioni arricchite da filmati a Bergamo, Roma, Torino, Trieste, Genova, Milano e Venezia.

Il progetto “C. Levi Strauss” di tesine di maturità su Artide e/o Antartide continua ed è fattibile in tutta Italia. Per le scuole elementari sono ancora disponibili le Mappe illustrate dell’Antartide, del Canada, della Groenlandia, della Lapponia, in bianco e nero da colorare o in versione a colori.

Mostre fotografiche sia sull’Artide che sull’Antartide sono già prodotte e possono essere noleggiate per periodi da poche settimane a parecchi mesi. La prossima aprirà a Pinerolo (Torino) il 10 maggio 2013.

Per conoscere le condizioni contattare: ilmanifestoperipoli@gmail.com

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Bergamo/Torino December 1st, 2009
Regional Museum of Natural Sciences
Via Giolitti 36, Turin
 

M  A  N  I  F  E  S  T  O    P E R    I    P  O  L  I

An idea, a project, a commitment.

01 December 2009

 

Program

14:00-16:15

  • Introduction by:

          Ada Grilli, giornalista

          Gabriella Massa, archeologist inuitologist

          Umberto D’Ottavio, School Building and Patrimony Councillor, Education, Turin

          Edward Chaplin, His Excellency the British Ambassador

          Gaetano Capizzi, CinemAmbiente Director

  • Welcome address from the Authorities
  • Presentation of the document “Manifesto per i Poli” and 2010 program overview
  • Inputs from guests of honour
  • Presentation of “C. Levi-Strauss” (2009-2020) research project by students from the Secondary Schools of Bergamo and Turin provinces
  • Screening of “Art from the Arctic” film (2007, in English, with synthesis of main scenes in Italian) by David Buckland

 

16:15-16:30 Break

16:30-18:30

  • Screening of “Il continente di ghiaccio” film by Luigi Turolla (Istituto Luce production. 1975)
  • Discussion and conclusions

 

Opening of photographic exhibition “White and all the colours of the Arctic Pole” (from 1st December 2009 to 10th January 2010).
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2011: the first centenary of the reaching of the South Pole

Only a few weeks separate us from the first centenary of the reaching of the South Pole, occurred on 14th December 1911.

Roald Amundsen‘s legendary explorations, during which he successfully reached the geographical South Pole for the first time, but also Scott’s and Shackleton’s ones which constituted some incredible explorations at the beginning of the XXth century, are to be considered as a “World Heritage Site” for many reasons, even if they do not have the seal of UNESCO.

Leading Edizioni, which has always paid attention to historical events worth of being remembered, has prepared an exceptional work for the occasion, a book almost as unique and rare as the original edition from which the reprint was taken.

We are talking about AURORA AUSTRALIS, a book written, printed and bound in the Antarctic region in 1908, whose editor was the exceptional commander-in-chief of the expedition, but also a man of considerable cultural stature: E. H. Shackleton. A series of meetings in which the book will be presented is being defined at the moment. They will take place throughout Italy, starting on 25th November in Bergamo where the book was produced.

In Italy, where scientific research relating to the Antarctic region has been carried out for 25 years, the centenary will not pass unnoticed, even more so considering that Italy tried its hand at Antarctic expeditions since 1880 (the oldest Italian project is Giacomo Bove’s one, when he was not thirty years old yet). Indeed, before anyone else – including the countries which have been involved in the Antarctic in various ways for over two centuries – some celebratory events and publications have already been launched and edited for the advantage of every kind of audience.

The Manifesto for the Poles promotes both scientific and popular initiatives in alliance with any cultural and research institution which deal with the Antarctic region. The ones indicated below are being carried out at the moment, others will be added soon.

On Saturday 8th October, at 3.30 p.m., at Genoa’s Teatro del Mare, ADA GRILLI gave a lecture with the projection of unpublished images on the following theme:
THE SAILING SHIPS OF THE ANTARCTIC EXPLORATIONS. 150 YEARS OF FIGHT AGAINST ICE.

“Aurora Australis” has been presented in various Italian cities since 25th November.

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La conquista del Polo Sud

spettacolo teatrale – 15 dicembre 2011 h.20,30

Per maggiori informazioni >>

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Nel 2011 ricorre il 1° centenario del raggiungimento del Polo Sud, avvenuto il 14 dicembre 1911.
Le esplorazioni mitiche del norvegese Roald Amundsen, che con successo raggiunse per 1° il Polo Sud geografico, ma anche di Scott e di Shackleton che condussero alcune incredibili esplorazioni agli inizi del secolo scorso, sono da considerare per tante ragioni “patrimonio dell’Umanità” anche se non hanno il sigillo dellUnesco.

In Italia, dove l’impegno per la ricerca scientifica in Antartide viene condotto da 25 anni, il centenario non passerà inosservato, tanto più che anche gli italiani si sono cimentati in spedizioni antartiche fin dal 1880 (il più antico progetto italiano è appunto del piemontese Giacomo Bove quando non aveva ancora trent’anni). Anzi, in anticipo su tutti – compresi i Paesi che da oltre due secoli sono a vario titolo coinvolti in Antartide – alcuni eventi e prodotti editoriali celebrativi sono già stati lanciati e curati a beneficio di tutte le categorie di persone e di tutte le età.Il Manifesto per i Poli si è fatto carico di promuovere iniziative sia scientifiche che divulgative presso tutte le Istituzioni di cultura e di ricerca coinvolte con l’Antartide. Quelle segnalate qui di seguito sono in corso di attuazione, altre se ne aggiungeranno a breve.

La mostra fotografica “Antartide-Una galleria d’arte a cielo aperto” , di Niccolò Bonini Baraldi al Museo Nazionale dell’Antartide di Genova (www.mna.it), ha aperto le celebrazioni fin da agosto 2010.

L’evento composito “ Antartide-Il pianeta di ghiaccio” con grande Mostra fotografica collettiva e di inedite foto storiche (scarica la brochure), mostra di modellini di basi antartiche, filmati, conferenze, laboratori per le scuole ha avuto luogo a ModenaFiera all’ interno del Salone della Montagna Nissan/Skipass dal 29 ottobre al 1 novembre 2010.

Il prodotto editoriale illustrato “Mappa dei tesori dell’Antartide”, cm 65 x 46,5 in due versioni (bianco e nero da colorare o colori) per le scuole elementari, è nuovissimo e disponibile sia nei due Musei di Genova e Trieste, sia nel nostro Gift Shop Antartico.

Il tutoraggio a studenti maturandi per tesine di ricerca è già in atto nell’ambito del progetto “C.Lévi Strauss” (già realizzata una tesina per la maturità al Liceo Scientifico S.Alessandro di Bergamo, luglio 2010 e attualmente in corso presso l’ISS Enzo Ferrari di Susa-TO).

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Il Bianco e tutti i colori dell’Artico

una mostra fotografica di

Ada Grilli

a Roma, dal 27 marzo al 2 maggio 2010.

PERCHE’ UNA MOSTRA SULL’ARTICO?

L’Artico ha avuto nel corso del 2008 il suo momento di gloria con la celebrazione dell’Anno Polare Internazionale, ma rischia di sprofondare ora nella dimenticanza insieme al suo ecosistema di ghiacciai, di iceberg, di animali e uomini che da millenni vivono e sopravvivono in un ambiente ancora relativamente inviolato.

Serie minacce ravvisabili nel surriscaldamento del clima, negli appetiti di varie nazioni scatenati da aspettative di sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas, nell’alienazione e addirittura nella scomparsa di culture antichissime di cui sono depositari inuit, sami e numerose altre minoranze etniche, rendono l’Artico l’anello debole del sistema di equilibrio sempre più precario su cui si reggono ambienti e paesi situati a latitudini diverse e addirittura opposte.

Per non dimenticare, per un servizio di necessaria sensibilizzazione verso le nuove generazioni, per escogitare nuove efficaci soluzioni, per non dover piangere troppo tardi sul… ghiaccio versato, una mostra può aiutare a conoscere e a coltivare la speranza.

Per informazioni: 06 69925762

Ufficio di rappresentanza della Provincia di Bergamo a Roma,

Via di Pietra 70, 00186 ROMA

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MANIFESTO PER I POLI

Un’idea, un progetto, un impegno
Il primo dicembre 2009 è stato presentato a Torino, presso il Museo Regionale di Scienze Naturali, il “Manifesto per i Poli”, un‘iniziativa proposta da Ada Grilli e Gabriella A. Massa, due note studiose “polari”.

Hanno partecipato all’evento numerosi ospiti ed esperti nazionali ed internazionali, che hanno portato la loro esperienza.
Ottima, l’affluenza di pubblico, in particolare docenti e studenti del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Torino (Master – Sviluppo sostenibile e Promozione del Territorio- Vulnologia 2008-2010, COREP); docenti e studenti della Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Milano (“Culture Anglofone”- corso di Laurea in Mediazione linguistica e culturale); prof. Renato Ferlinghetti Università di Bergamo.
Di seguito il programma del pomeriggio di studio:

  • Introduzione di Ada Grilli, giornalista e Gabriella A. Massa, archeologa inuitologa;
  • Relazioni di :

Stephen Lowe, Consigliere Affari Globali, Ambasciata Britannica; Paolo Notarbartolo e Francesco Cinelli, membri del gruppo fiorentino Ricerche Scientifiche e Tecniche, regista l’uno, docente universitario l’altro; Paolo Bernat, Museo Nazionale dell’Antartide (Genova); Maria Teresa Scarrone e Cesare Bumma, Casa-Museo Giacomo Bove (Maranzana); Daniela Truffo, Provincia di Torino (CE.SE.DI.); Livia Monami, fotografa (Roma).

  • presentazione del documento “Manifesto per i Poli” e linee programmatiche per il 2010
  • presentazione del progetto di ricerca “C. Lévi-Strauss” (2009-2010) di maturandi delle Scuole Medie Superiori delle Province di Bergamo e di Torino;
  • film di David Buckland, “Art from the Arctic” (2007, in versione originale inglese, con sottotitoli in italiano);
  • proiezione del film di Luigi Turolla, “Il continente di ghiaccio” (Produzione Istituto Luce, 1975);
  • dibattito e conclusioni.

Presentazione della mostra fotografica “Il Bianco e tutti i colori dell’Artico”,

(Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Giolitti 36, Torino – dal 01 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010).

Per saperne di più:

manifestoperipoli@gmail.com

Ingresso libero

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Gabriella Massa: un angelo artico


Cara Gabriella, non dovevi diventare così presto quell’ angelo artico che ti avevo appena portato dal Canada. C’è un sacco da fare quaggiù in questo mondo. Siamo così pochi poi ad occuparci di Artide e di Antartide che se ci togliamo dalla circolazione restiamo ancora meno e quelle zone oltre a fondere rapidamente, cadranno rapidamente nell’oblio. Invece questo non deve accadere! Ce lo hai insegnato tu in tutti i modi possibili, sottolineati dal tuo entusiasmo e dalla tua ricchezza umana e relazionale, tu che quel mondo lo conoscevi bene per essere vissuta in Canada, per conoscere bene e amare gli inuit, per non smettere mai di approfondire le tue conoscenze con ricerche sul campo e sui libri. Ci siamo parlate fino a poche settimane fa, ma poi ho sentito che non ne potevi più di combattere con quel male assurdo e che non avevi più voglia nemmeno di chiacchierare. E mi hai abbandonata proprio mentre ero nel tuo Paese, col risultato di una doppia amarezza! Se mi avessi aspettata ti avrei parlato di aurore questa volta, delle etnie dei Territori del Nord Ovest, di ice road… Gabriella, ora che abbiamo costruito insieme il Manifesto per i Poli, tu resti qui con me a dibattere e a continuare il lavoro, non è vero? Altri mi dovranno dare per forza una mano e porteremo avanti quello che avevamo in mente con più risorse umane, lottando anche per risorse finanziarie che ci consentano efficacia e visibilità. Grazie Gabriella per aver condiviso con me tempo e fatiche e per aver seguito Niccolò nella sua tesina di maturità. Nulla sarà accaduto invano.

8 Marzo 2011, Ada Grilli

Antartide il Pianeta di Ghiaccio – Dossier

UNA PICCOLA MOSTRA FOTOGRAFICA

di Niccolò Bonini Baraldi, nell’ambito del Progetto C. Levi Strauss – Ricerche e Lavori di studenti maturandi sulle Regioni Circumpolari.

“Natura ghiacciata” in 14 scatti, stampati su canvas a Genova al Museo Nazionale dell’Antartide, Porto Antico, Palazzina Millo, dal 31 luglio al 30 settembre.

Niccolò Bonini Baraldi è stato nella Penisola Antartica nel gennaio 2010. Questa è la sua prima esperienza antartica e la sua prima mostra. D’altronde ha solo 19 anni e non è un fotografo professionista. Ha fotografato con una Nikon F90 con ottiche Nikon e Sigma. Il tema della Mostra gli è stato “imposto”, tutto il resto è sua personale selezione e cura. Il suo obiettivo è di comunicare la stessa attrazione, emozioni e interesse che lui ha provato per questa parte di mondo, offrendone quelli che lui ritiene “significativi dettagli”.

 

VIAGGIO AGLI ANTIPODI

Testo e foto di Niccolò Bonini Baraldi ©2010, V^ B sc. S. Alessandro, Bergamo.

Prima di partire in molti mi hanno chiesto: ma che cosa ci vai a fare in Antartide? Sinceramente una risposta non ce l’ho, suppongo sia una mia naturale inclinazione che mi spinge verso i luoghi selvaggi ma anche molta voglia di apprendere dalla natura, che ritengo la nostra più grande maestra. E così per qualche tempo la mia scuola è stata l’Antartide, e madre natura la mia insegnante. L’Antartide in effetti è una vera e propria miniera di informazioni: questo viaggio mi è molto servito da spunto per diversi studi storici, geologici e naturalistici che sto svolgendo e che convergeranno nella mia tesi di maturità al liceo scientifico. E così il 9 gennaio io e mia mamma salpiamo da Ushuaia (Argentina), la città più a sud del mondo, a bordo di una nave rompighiaccio di 83m, dirigendoci verso sud. Sulla nave ne abbiamo approfittato per assistere a numerose conferenze tenute dal personale di bordo molto interessanti e stimolanti su vari argomenti che riguardano l’Antartide: geologia, glaciologia, biologia marina, scienza politiche, scienze climatiche, ecc.

Una volta affrontato il famigerato stretto di Drake giungiamo finalmente in prossimità della penisola Antartica: non mancano esclamazioni di gioia ed emozione nel vedere il primo iceberg. Lo scenario antartico toglie veramente il fiato: le baie solitarie e silenziose, le immense colonie di pinguini, le foche sonnecchianti, le balene che nuotano attorno alla nave, gli iceberg dalle forme tanto bizzarre quanto inquietanti, il sole che non tramonta mai. Non sono poi mancate navigazioni in canali di ghiaccio a suon di scafo e visite guidate nelle basi scientifiche che svolgono lavoro di ricerca 12 mesi all’anno: tra queste la base Palmer Americana e la base Esperanza Argentina, entrambe ci hanno accolto calorosamente offrendoci visita guidata nella base e poi caffé e biscotti.

In Antartide tutto è capovolto, gli unici colori che saltano all’occhio sono il bianco e il blu, la bussola gira a vuoto, non ci sono strade né edifici né automobili. La natura a quelle latitudini è ancora perfettamente intatta, come d’altronde lo era prima che l’uomo comparisse sul pianeta e lo modificasse. Essere in Antartide ha significato per me perdere contatto col mondo civilizzato, quello del denaro e delle macchine che gli esseri umani si sono costruiti col passare dei secoli, ha significato perdere le cognizioni di tempo e spazio, ha significato insomma esplorare un altro mondo o meglio questo stesso mondo, il nostro, che forse stiamo dimenticando.

LA MIA ANTARTIDE. COSE DELL’ALTRO MONDO

Fotografie di Niccolò Bonini Baraldi ©2010.

Testo di Ada Grilli

Dove l’altro mondo è tutto quello non sta nel mondo di tutti i giorni. Vediamo se siamo d’accordo: qui ci stanno le banche, la pubblicità sui giornali sulle reti e per le strade, il traffico, i semafori, lo smog, le scadenze, le tasse, i documenti, le notizie, i rumori, i vicini di casa, il grigio, i palazzacci, le arrabbiature, il cattivo sonno, lo stress, eccetera eccetera.

L’altro mondo non ha nulla di tutto ciò ed è al polo opposto? Allora è l’Antartide, non c’è dubbio.

E allora valeva la pena di andarci, finalmente.

A caldo ho appuntato questo: “ Per la prima volta dopo tanti anni, dopo tanti viaggi, la mia città non ha avuto accesso alla mia vita per almeno due giorni interi dopo il rientro, spenta, chiusa letteralmente fuori dalle pareti di casa. Non ho effetti di jet lag e dunque il sintomo è da diagnosticare come mal d’Antartide e basta. Il mondo per dieci giorni era bianco e con varie e indicibili sfumature di azzurro e ora non lo voglio sporcare facendo qualcosa. Succederà comunque, ma non spingerò sull’acceleratore.”

Ci sono andata nel gennaio 2010 a curiosare e a farmi ispirare per alcune esigenze di riflessione e di approfondimento sulle aree circumpolari; per carità, nessuna spedizione pretenziosa. E sapevo cosa mi aspettava per essere già stata nell’Artico, e addirittura fino a 78° di latitudine nord, avendo anche già visto pinguini( nell’emisfero australe s’intende), foche e anche iceberg. E sperimentato il freddo fino a intorno -35°. Ma tutti questi elementi isolati o messi in fila non fanno l’Antartide. E allora dove sta l’arcano, se mai c’è un arcano? Sta forse nel fatto che in quelle superfici, in quei bianchi, in quegli orizzonti non ci sono i segni del tempo così frammentato, quello che lascia solchi pesanti nelle nostre vite. Non c’è il nostro formicaio e i nostri termitai in cui esercitiamo un andirivieni da secoli e millenni.

Il fantastico è che basti uno spettacolo della natura, sorbito a piccole dosi per soli dieci giorni dieci, per dimenticarsi di esistere come brave persone- attive, produttive magari anche frenetiche -per ridiventare soltanto un elemento della natura, un qualcosa di calmo come i pinguini, come gli skua, le foche e le balene.

La sostenibile lentezza dell’essere.E anche: l’elogio della lentezza e della pace interiore. Perché in Antartide non c’è un solo animale che a terra sia aggressivo, minaccioso, pericoloso. Nessuno che nasconda astutamente un pericolo, come i ragni o gli scorpioni nel deserto, gli orsi nell’Artico. Se qualcuno ci ha lasciato o ancora ci lascia la pelle, non sono/stati certo gli animali a provocarne la tragedia. Le minacce alla sopravvivenza vengono solo dall’aria, dall’acqua, dalla terra o dal fuoco. Gli elementi primordiali insomma. Accetterei ancora questo genere di sfida -mi sono detta- e chissà quanti come me…

 

ARTIDE ED ANTARTIDE

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“Per quanto lontane siano le latitudini, e diversi i cieli, gli uomini, se nessuno di essi pensa se stesso al centro del mondo, sono tra di loro molto simili, e perciò possono incominciare a parlare e a dirsi molte più cose di quante non se ne siano dette nel corso della loro storia”

(U.Galimberti)

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(Mappe di Artico e Antartico di Janssonius, 1680 ca- 1658)

 

 

 

 

1 Response to “Archivio”


  1. 1 reflex nutrition luglio 12, 2011 alle 9:30 pm

    Thanks for making such a killer blog. I arrive on here all the time and am floored with the fresh information here! You are great!
    Harry // reflex nutrition


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